SUAP

AVVISO
NELL’OTTICA DI OFFRIRE UN SERVIZIO MIGLIORE AL CITTADINI E, DI PIU’ FACILE UTILIZZO, E’ STATA ADOTTATA UNA PIATTAFORMA PER L’INOLTRO DELLE PRATICHE ALLO SPORTELLO UNICO, PERTANTO LE PRATICHE DA INOLTRARE AL SUAP DOVRANNO ESSERE ESCLUSIVAMENTE TRASMESSE, PREVIA REGISTRAZIONE ED ACCREDITAMENTO, ATTRAVERSO il sito web IMPRESA IN UN GIORNO Impresainungiorno.Gov.IT
 
Contesto normativo di riferimento (D.P.R. 7 settembre 2010, n. 160)
 
Manuale funzioni compilazione pratica
IN CASO DI PROBLEMATICHE INERENTI ALLE PRINCIPALI FUNZIONALITA' DEL SERVIZIO CONTATTARE L'ASSISTENZA DEL PORTALE AL NUMERO TELEFONICO 06-64892892.
Le segnalazioni di inizio attività e le istanze pervenute a far data dal 18.10.2018 tramite pec: 
suap.frattamaggiore@asmepec.it saranno ritenute nulle.
 

 

 

SEDE DELLO SPORTELLO
Piazza Umberto I 
Tel. 0818890279/280
ORARI SPORTELLO
Martedì e Venerdì alle ore 10:30 alle 12.30
Giovedì alle ore 15,00 alle 17,00
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ALTRE INFORMAZIONI UTILI
 
- ASSIMIBILITA' SCARICHI ACQUE REFLUE

Il Regolamento della Regione Campania n. 06 del 24/09/2013 “Criteri di assimilazione alle acque reflue domestiche”, pubblicato sul B.U.R.C. n. 52 del 30/09/2013, ha individuato, ai sensi dell’art. 101 – comma 7 lettera e) – del D.Lgs. n. 152/2006 (Norme in materia ambientale), i criteri di assimilazione alle acque reflue domestiche.

L’art. 3 del sopramenzionato Regolamento ha differenziato gli scarichi, di fatto, in “assimilati” ed “assimilabili”.

In particolare l’art. 3, al comma 1 lettera a) ha assegnato caratteristiche qualitative equivalenti al refluo domestico alle acque reflue scaricate dalle attività di cui all’elenco della “Tabella A” se in possesso dei requisiti tipologici e quali-quantitativi richiesti dal Regolamento Regionale n. 06/2013, e quindi ha “assimilato” di diritto tali reflui alle acque reflue domestiche.

Le ditte di cui alla suddetta Tabella A, ad eccezione di quelle di cui ai punti 1, 3, 4, 11, 12, 14, 21, 24, 26 e delle “pescherie”, non dovranno presentare a quest’Ente Idrico alcuna istanza di assimilazione a refluo domestico ma produrre autocertificazione, formulata dal titolare dell’attività da cui ha origine lo scarico resa ai sensi e nelle modalità di cui al D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 nella forma di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, attestante il possesso dei requisiti tipologici e quali-quantitativi richiesti dal Regolamento Regionale n. 06/2013. Tale autocertificazione andrà tenuta a disposizione presso la sede dell’attività e presentata alle Autorità in caso di controllo o ispezioni, unitamente a tutta la documentazione necessaria a supportare, in relazione alle specifiche caratteristiche dell’attività, quanto dichiarato in ordine al possesso dei requisiti di assimilabilità. La ditta dovrà rivolgersi direttamente al gestore della rete fognaria per i necessari permessi di allacciamento in pubblica fognatura in quanto l’Ente Idrico Campano non ha competenze in ordine agli scarichi in pubblica fognatura di reflui domestici, così come stabilito dall’art. 124 – comma 4 – del D.Lgs. n. 152/2006 il quale prevede che gli scarichi in rete fognaria di dette acque sono sempre ammessi nell’osservanza dei regolamenti fissati dal gestore del servizio idrico integrato.

I titolari delle suddette attività, comunque, possono volontariamente, al fine di sottoporsi ad una verifica da parte dell’EIC dell’effettivo possesso dei requisiti di assimilazione previsti dalla normativa regionale (Tab. A – Regolamento Regionale n.06/2013), richiedere all’Ente Idrico Campano l’attestazione di acque reflue “assimilate” al domestico mediante presentazione, secondo le modalità di cui all’art. 17 del “Regolamento per la disciplina delle autorizzazioni alo scarico di acque reflue in pubblica fognatura” dell’EIC approvato con Deliberazione del Comitato Esecutivo n. 3 del 9 gennaio 2019, di apposita “Istanza per il rilascio dell’attestazione di scarico domestico” comprovante che la ditta scarica in pubblica fognatura acque reflue “assimilate” al domestico in quanto provenienti da una delle categorie di attività di cui alla Tabella A.

Le attività di cui al n. 1 (Attività alberghiera, villaggi turisti a denominazione alberghiera, residence – posti letto < 240); n. 3 (Attività ristorazione, trattorie, rosticcerie, friggitorie, pizzerie, osterie e birrerie con cucine – posti a sedere < 200); n. 4 (Mense – pasti al giorno < 500); n. 11 (Laboratori di parrucchiera barbiere e istituti di bellezza con consumo idrico giornaliero inferiore a 1 m3 al momento di massima attività); n. 12 (Lavanderie e stirerie con impiego di lavatrici ad acqua analoghe a quelle di uso domestico e che effettivamente trattino non più di 100 kg di biancheria al giorno); n. 14 (Laboratori artigianali per la produzione di dolciumi, gelati, pane, biscotti e prodotti alimentari freschi, con un consumo idrico giornaliero inferiore a 5 m3 nel periodo di massima attività); n. 21 (Piscine, escluse le acque di contro lavaggio dei filtri non preventivamente trattate); n. 24 (Piccole aziende agroalimentari appartenenti ai settori lattiero-caseari, vitivinicolo e ortofrutticolo che producano quantitativi di acque reflue non superiori a 4000 m3/anno e quantitativi di azoto, contenuti in dette acque a monte della fase di stoccaggio, non superiori a 1000 kg/anno); n. 26 (Ospedali, case o istituti di cura, residence socio-assistenziali e riabilitative con un numero di posti letto inferiore a 50, purché sprovvisti di laboratori di analisi e ricerca) nonché le attività di vendita e lavorazione al dettaglio di pesce fresco (pescheria) di cui al punto n. 13 (vendita al dettaglio di generi alimentari…) della Tab. A allegata al Regolamento Regionale n. 6/2013, in relazione all’obbligo che la suddetta normativa impone a tali attività  circa il rispetto di specifici parametri quali-quantitativi nonché avuto riguardo alla peculiarità dei relativi scarichi caratterizzati da un potenziale e significativo carico inquinante, debbono obbligatoriamente richiedere all’EIC la verifica del possesso delle condizioni di assimilabilità  presentando idonea “Istanza per il rilascio dell’attestazione di scarico domestico”.

Unitamente a quanto sopra, sono altresì “assimilati” a domestico gli scarichi provenienti dalle attività di cui all’art. 101, comma 7, lettere a), b), c), d) del D.Lgs. 152/2006 ed in particolare da:

imprese dedite esclusivamente alla coltivazione del terreno e/o alla silvicoltura;

imprese dedite ad allevamento di bestiame;

imprese dedite alle attività di cui alle lettere a) e b) che esercitano anche attività di trasformazione o di valorizzazione della produzione agricola, inserita con carattere di normalità e complementarietà funzionale nel ciclo produttivo aziendale e con materia prima lavorata proveniente in misura prevalente dell’attività di coltivazione dei terreni di cui si abbia a qualunque titolo la disponibilità;

impianti di acqua coltura e di piscicoltura che diano luogo a scarico e che si caratterizzino per una densità di allevamento pari o inferiore a 1 Kg per metro quadrato di specchio d’acqua o in cui venga utilizzata una portata d’acqua pari o inferiore a 50 litri al minuto.

Anche titolari delle sopramenzionate attività possono volontariamente, al fine di sottoporsi ad una verifica dell’effettivo possesso dei requisiti di assimilazione previsti dalla normativa nazionale (all’art. 101, co. 7, lettere a, b, c, d, del D.Lgs. 152/2006) richiedere all’Ente Idrico Campano l’attestazione di acque reflue “assimilate” al domestico mediante presentazione di apposita “Istanza per il rilascio dell’attestazione di scarico domestico” comprovante che la ditta scarica in pubblica fognatura acque reflue “assimilate” al domestico in quanto provenienti da una delle categorie di attività di cui sopra.

In ordine agli scarichi “assimilabili”, il soprarichiamato art. 3 del Regolamento n. 06/2013 consente l’assimilazione alle acque reflue domestiche, previa presentazione di “Istanza per il rilascio del provvedimento di assimilazione a domestico” a quest’Ente, nel caso in cui:

le acque reflue provengono da insediamenti in cui si svolgono attività di produzione di beni e prestazione di servizi i cui scarichi terminali sono rappresentati esclusivamente da servizi igienici/cucine/mense (comma 1 lettera b);

le acque reflue prodotte dalla ditta rispettano/rispetteranno, prima di ogni trattamento depurativo, i valori limite dei parametri indicati nella Tabella B del suddetto Regolamento (art. 3, comma 1, lettera b), ed i valori limite dei restanti parametri o sostanze non ricompresi nella Tabella B, riportati nella Tabella 3 dell’Allegato 5 alla parte terza del D.Lgs. n. 152/06 per le emissioni in fognatura. Condizione necessaria per l’ottenimento dell’attestazione di “scarico assimilato al domestico”, oltre al richiamato rispetto dei parametri di cui sopra, è il convogliamento dei reflui ad un impianto di depurazione comunale in grado di rispettare i valori limite di emissione previsti dalla normativa vigente; tale condizione verrà verificata da quest’Ente nel corso dell’istruttoria;

le acque reflue originate dall’attività superano i valori limite di emissione di cui alla Tabella B del suddetto Regolamento Regionale ma rispettano/rispetteranno, comunque, prima di ogni trattamento, i valori limite previsti dalla normativa statale in materia di criteri di assimilazione stabiliti dalla Tabella 1 dell’Allegato A del D.P.R. n. 227 del 19/10/2011 (art. 3 – comma 1 – lettera c). Anche per le suddette vale la condizione di cui al punto precedente;

le acque reflue di vegetazione di cui all’art. 101 – comma 7bis – del D.Lgs. n. 152/2006, prodotte dai frantoi oleari che trattano olive provenienti esclusivamente dal territorio regionale e da aziende agricole i cui terreni insistono in aree scoscese o terrazzate ove i metodi di smaltimento tramite fertilizzazione o irrigazione non sono agevolmente praticabili (dette acque di vegetazione dovranno essere pretrattate in idoneo trattamento prima del loro scarico in pubblica fognatura tale da garantire il rispetto delle norme tecniche, delle prescrizioni regolamentari e dei valori limite adottati dal Gestore del servizio idrico integrato).

Per quanto riguarda i punti b), c) e d) dell’art. 3 del suddetto Regolamento Regionale le ditte dovranno fornire opportune analisi di laboratorio all’atto della presentazione dell’istanza (nel caso di scarichi attivi) o entro trenta giorni dall’attivazione dello scarico (scarichi non attivi).

Le analisi di laboratorio non devono essere presentate in caso di attività i cui scarichi provengono esclusivamente da servizi igienici/cucine/mense.

Nel caso di decesso e/o modifica del titolare o del legale rappresentante dell’azienda, di cessione/fitto dell’azienda o di trasformazione per qualsiasi ragione o causa della forma sociale, il titolare di provvedimento/attestazione di assimilazione a domestico deve presentare all’Ente Idrico, entro 90 giorni dagli eventi che hanno determinato la modifica, istanza di voltura del provvedimento utilizzando il modello di “Voltura”.

Nel caso di modifiche non sostanziali dell’attività, già in possesso di provvedimento/attestazione di assimilazione a domestico, tali da non comportare un cambio della tipologia delle attività svolte, una modifica significativa delle condizioni che hanno consentito il rilascio del provvedimento, il superamento dei parametri quali-quantitativi previsti dalla normativa regionale per la specifica tipologia di attività, il titolare è tenuto unicamente a comunicare all’Ente Idrico le modifiche intervenute presentando istanza di “Variazione senza modifiche sostanziali”.

Nel caso di modifiche sostanziali di attività, già in possesso di un provvedimento/attestazione di assimilazione rilasciato dall’Ente Idrico Campano, tali da determinare almeno una delle variazioni di cui al comma precedente, il titolare, laddove ritenga che continuino a sussistere le condizioni possedute in precedenza, presenta all’Ente Idrico, entro 90 giorni dagli eventi che hanno determinato la modifica, nuova istanza di assimilazione a seconda dei casi di specie.

Se le condizioni non consentono l’assimilazione dello scarico a domestico il titolare dovrà provvedere a presentare istanza AUA secondo le modalità di cui al D.P.R. n. 59/2013 al fine di acquisire il titolo autorizzativo allo scarico in pubblica fognatura di reflui “industriali”.

Tutta la documentazione, da produrre in formato digitale, deve essere trasmessa a quest’Ente Idrico esclusivamente mediante Posta Elettronica Certificata all’indirizzo:

protocollo@pec.enteidricocampano.it

 

Scarica i documenti

Mod. 01 – Istanza per il rilascio del provvedimento di assimilazione a domestico

Mod. 02 – Istanza per il rilascio dell’attestazione di scarico domestico

Mod. 03 – Voltura dell’attestazione/provvedimento di assimilazione

Mod. 04 – Variazione senza modifiche sostanziali dell’attestazione/provvedimento di assimilazione

Regolamento della Regione Campania n. 06 del 24/09/2013

Tabella A Regolamento Regionale della Campania n. 06 del 24/09/2013

Regolamento per la disciplina delle autorizzazioni allo scarico di acque reflue in pubblica fognatura dell’EIC

 

All'istanza per il rilascio dell’attestazione di scarico domestico va allegato il versamento di € 60,00 (€ 45,00 in caso di voltura) effettuato a favore dell'ENTE IDRICO CAMPANO presso la BCC di Aquara Soc. Coop., IBAN IT 79 T 08342 15 200 008010082 470.
Si comunica che ai sensi del decreto del PGRC N. 142 del 07/09/2018 l'attività dell'Ente Ambito Napoli Volturno è riservata alla chiusura delle procedure di liquidazione dell'ente da parte del Commissario Straordinario Liquidatore e pertanto, tutte le comunicazioni non relative alla liquidazione, le istanze di autorizzazione, e tutto cio' che riguarda il ciclo integrato delle acque, dovranno essere trasmesse agli uffici dell'Ente Idrico Campano - Distretto Napoli - per il tramite del SUAP.

 

 

- ATTIVITA’ DI SOMMINISTRAZIONE
L’avvio di nuove attività di somministrazione nell’ambito di tutto il territorio comunale ha come condizione preliminare l’acquisizione di requisiti di qualità che sono diversificati per zona, così come indicati nel Regolamento per la programmazione delle attività di somministrazione di alimenti e bevande, approvato con delibera di Giunta Comunale n. 23 del 12 luglio 2011.
Il possesso di tale requisiti è obbligatorio nei seguenti casi:
a)apertura di nuovo esercizio;
b)trasferimento di sede in nuovi locali;
c)ampliamento delle superfici di somministrazioni comportante modifiche edilizie ai locali;
d)ristrutturazione dei locali, intesa come modifica strutturale con diversa ripartizione interna dei locali e solo se rilevante sotto l’aspetto igienico-sanitario.
In caso di apertura, trasferimento sede, modifica dei locali di una attività di somministrazione si deve inoltrare la pratica in oggetto attraverso la piattaforma per l’inoltro delle pratiche allo Sportello Unico e di allegare alla stessa il modulo “domanda per attività di somministrazione” e la dichiarazione asseverata dei requisiti”.
Allegati:
Regolamento per la disciplina dell’esercizio dell’attività di somministrazione
Domanda autorizzazione per nuovo esercizio di somministrazione
Dichiarazione asseverata dei requisiti a firma congiunta del titolare/leg.rapp e del tecnico abilitato (per trasferimento sede, modifica dei locali)
 
 
- NOTIFICA SANITARIA
- Istruzioni       
Tutte le attività di produzione, trasformazione, trasporto, magazzinaggio, somministrazione e vendita sono soggette a procedura di registrazione, qualora non sia previsto il riconoscimento ai sensi del Regolamento CE n. 853/2004. Ogni operatore del settore alimentare deve quindi notificare all’autorità competente, al fine della sua registrazione, ogni stabilimento posto sotto il suo controllo, laddove per stabilimento si intende ogni unità di un’«impresa alimentare» a sua volta definita come “ogni soggetto pubblico o privato, con o senza fini di lucro, che svolge una qualsiasi delle attività connesse ad una delle fasi di produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti” (Art. 3 del Reg. CE n. 178/2002). Con la delibera n. 318 del 21/05/2015, pubblicata sul BURC del 01/06/15, la Giunta regionale ha emanato le nuove procedure per la registrazione ed il riconoscimento degli stabilimenti che a qualsiasi titolo ineriscono la sicurezza alimentare e la sanità pubblica veterinaria. 
La notifica sanitaria costituisce una parte della SCIA amministrativa da inviare ai SUAP contestualmente all’avvio/modifica dell’attività e dovrà essere inviata esclusivamente tramite il sito Web impresa in un giorno.
Per individuare gli allegati da inviare si consiglia di consultare la master list rev 8 facilmente rinvenibile sul sito http://www.gisacampania.it/gisasuap.html  
Inoltre, dovrà allegarsi copia del versamento diritti istruttoria a favore dell’ASL secondo il tariffario sotto indicato.
Gli utenti per dettagliatamente individuati nella mast
 - Adempimenti  
Nei casi di variazioni soggettive (variazione titolarità, ragione sociale, rappr. Legale etc) occorre dichiarare gli estremi della precedente registrazione e/o autorizzazione.

Nei casi di variazioni significative dello stato dei luoghi (p.es: ampliamento superficie) va allegata alla pratica la SCHEDA UNICA REGIONALE – PROCEDURA 11-

 

scarica scheda unica regionale

 
- Indicazioni per il pagamento ASL
Il versamento deve essere effettuato con bonifico bancario codice IBAN IT40W0306940103100000046009 intestato a : ASL Napoli2NORD presso Banco Intesa San Paolo,
Nella causale notifica per registrazione  alimentare, dovrà essere chiaramente indicato nome e   cognome della persona fisica tenuta al pagamento e/o generalità del legale rappresentante della  Ditta, nel caso in cui l'ordinante non coincida con l'obbligato al versamento
Importi ai sensi del vigente tariffario Regionale, approvato con decreto n. 94 del 05/11/2018:
   euro 20 per ogni linea di attività 
   euro 20 per la variazione della titolarità
- Riferimenti di Legge    
Regolamento CE n. 852/2004
D.Lgs. 193/07, Attuazione della direttiva 2004/41/CE relativa ai controlli in materia di sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimo settore;
 Linee Guida - Requisiti minimi Igienico-sanitari per attività di somministrazione e vendita di prodotti alimentari
 
- TABELLA DEI GIOCHI PROIBITI –  AVVISO PER I TITOLARI DI SALE DA GIOCO E SIMILI
Si informano i titolari di sale da gioco, di pubblici esercizi di somministrazione alimenti e bevande, di circoli privati e di esercizi commerciali di vendita al dettaglio, presso cui sono installati biliardi, apparecchi, congegni automatici, semiautomatici e/o elettronici, ovvero si pratichi il gioco delle carte, che il Dirigente del III Settore Ing. Domenico Raimo ha vidimato la TABELLA DEI GIOCHI PROIBITI, approvata dal Questore di Napoli, per il combinato disposto dell'art.110, comma 1 del TULPS, l'esercente è tenuto a scaricare e stampare la Tabella dei giochi proibiti, da esporre obbligatoriamente, in luogo ben visibile, nel locale sede dell'attività, significando che la copia vidimata dall'autorità comunale è custodita presso l'Ufficio SUAP, sito in Piazza Umberto I snc – Frattamaggiore (NA).
Scarica tabella
 
- VIDIMAZIONEDEL REGISTRO AI SENSI DEL T.U.L.P.S.
Scarica il modello autocertificazione per richiesta vidimazione registro
 
Provincia di Napoli
Rubrica “ INFORM.Arti. News 
Guida operativa ai finanziamenti, alle agevolazioni, alla formazione e alla normativa del lavoro per le PMI nei settori del commercio e dell'artigianato
 
http://www.provincia.napoli.it/Micro_Siti/Attivitx_Produttive/Navigazione_Sinistra/Artigianato/

 

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